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Arredo con bancali: ecco perché è meglio evitare

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La creatività è importante. Il riuso lo è ancor di più. Entrambi, però, richiedono che si agisca con consapevolezza quando si maneggiano materiali di provenienza dubbia. Prima di servirci di un bancale per un qualsiasi progetto, domandiamoci da dove provenga, se sia certificato e come sia stato trattato. Evitiamo di mettere a rischio noi stessi e chi ci sta accanto.

Prima la sicurezza, poi la creatività

Riutilizzare bancali di recupero per arredamento o altri progetti fai-da-te è una pratica diffusa. L’idea piace e il perché è facilmente comprensibile. Si trasforma uno scarto in oggetto utile e si dà un tocco green alla propria casa. Tuttavia, non ogni bancale è adatto a un progetto domestico. Diversamente da quanto si creda, in molti casi questi prodotti rappresentano un rischio per la salute.

Legno contaminato; trattamenti chimici; provenienze poco chiare e norme specifiche non sempre rispettate rendono questo tema non banale. Spesso, i bancali dismessi andrebbero inviati allo smaltimento senza se e senza ma, poiché non sono sicuri per un secondo utilizzo. Dovrebbero occuparsene le aziende produttive o le realtà impegnate nella logistica, trattandoli come rifiuti speciali, ma non sempre le cose vanno in questo modo. Non mettiamo la sicurezza in secondo piano, quando ci dedichiamo al nostro hobby.

Pregi e utilità del bancale

Dal punto di vista pratico, un pallet possiede diversi pregi: offre robustezza; facilità di lavorazione e un’estetica minimale che ben si presta allo stile industrial. In aggiunta costa poco, è reperibile pressoché ovunque e si pone come base versatile per divani, tavolini, fioriere, scaffalature e ogni altra idea creativa. Il bancale è da decenni la base di trasporto standard per tutte le imprese operanti nella logistica, a livello globale, e ha conquistato anche i privati con una certa voglia di fare.

I pregi fin qui elencati, però, valgono solo ed esclusivamente se il pallet è sicuro, tracciabile e integro. È proprio qui che iniziano i problemi.

I rischi sanitari

Parliamo di uno strumento ideato e progettato per il trasporto, non per l’arredamento creativo. Non di rado, lo si espone a condizioni che lo rendono inadatti all’uso domestico:

  • trattamenti chimici. Alcuni pancali sono trattati con prodotti chimici quali pesticidi o fumiganti, al fine di prevenire la nascita di parassiti e l’insorgenza di muffe. Il composto più noto è il bromuro di metile, noto anche come bromometano. Si tratta di un fumigante incolore, infiammabile e tossico. È vietato in Europa ma ancora presente su bancali datati e non smaltiti o importati da regioni esterne alla UE;
  • condizioni igieniche. Non è sempre possibile risalire ai trattamenti igienici cui il pallet potrebbe essere stato sottoposto. Quelli usati per il trasporto alimentare devono necessariamente essere certificati, ma per altre merci questa normativa non è restrittiva;
  • contaminazioni durante gli spostamenti: oli, residui industriali, sostanze organiche e perfino materiali tossici possono impregnare il legno, anche quello identificato e certificato dal punto di vista fitosanitario.

Prelevare un bancale abbandonato, senza alcuna spesa, pensando di cogliere un’occasione per reperire valida materia prima, potrebbe trasformarsi in un serio rischio per la salute.

Come leggere le sigle sui bancali

Tutti i bancali a norma riportano marchi e sigle che permettono di capire di che tipo si tratta. Se sul legno non è presente alcun marchio, è consigliabile evitare di portarlo in casa.

  • Bancali EPAL: acronimo che sta per European Pallet Association. Si tratta dello standard europeo per i pancali di qualità controllata. Gli EPAL sono trattati termicamente, senza utilizzare sostanze chimiche vietate. Se non danneggiati o contaminati durante il trasporto, è possibile riutilizzarli;
  • Pancali HT: significa trattato a caldo (Heat Treated) e indica che il bancale è stato sterilizzato tramite trattamento termico, senza l’uso di sostanze tossiche. Il grado di sicurezza di questi bancali è inferiore al precedente, poiché si tratta di prodotti non necessariamente conformi allo standard europeo;
  • Pallet DB: per debarked, traducibile in italiano con il termine scortecciato. La sigla non dà informazioni di alcun tipo sulla sicurezza. È bene fare a meno di maneggiare questi pallet;
  • Pallet MB: segnale di allarme. Le lettere indicano che il legno ha subito un trattamento a base di bromometano (Methyl Bromide). Questi bancali non sono legali sul territorio dell’Unione Europea.

Ogni qual volta non sia possibile verificare l’origine del legno, si noti la sigla MB oppure si avvertano macchie, impregnazioni e odori sgradevoli, si eviti di maneggiare il bancale. Un pallet non certificato non deve essere utilizzato in casa, in giardino, o in progetti destinati ai bambini.

I settori industriali che fanno uso di questi prodotti devono curarne anche il trattamento dopo l’utilizzo. I bancali contaminati vanno smaltiti adeguatamente. Non possono essere lasciati alla decomposizione. Talvolta possono diventare biomassa ma, in altri casi, sono da considerare rifiuti speciali e potenzialmente nocivi.

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