Il tema dello smaltimento degli alimenti scaduti, e in particolare della carne, è di strettissima attualità dopo che l’inchiesta di Report ha mostrato la gestione impropria di questo cibo all’interno di un importante stabilimento italiano. La carne è un alimento ad alta deperibilità. Il suo fine vita non va trattato alla stregua di quello di un semplice rifiuto domestico. Al fine di tutelare salute pubblica e ambiente, occorre comprendere quali siano i rischi correlati e imparare ad affrontarli.
L’inchiesta di Report sulla carne scaduta: rischi sanitari e corretto smaltimento
Perché la carne scaduta fa male?
La carne scaduta rappresenta un rischio sanitario elevato per l’organismo umano. Ciò si deve al fatto che costituisce naturalmente un terreno ideale alla florida proliferazione di microrganismi patogeni. Dopo la data di scadenza, può attirare batteri nocivi come Salmonella; Listeria monocytogenes (responsabile della listeriosi); Escherichia coli e Clostridium perfringens (portatori di infezioni gastrointestinali e sepsi). Non di rado, l’alimento appare visivamente integro anche se i patogeni lo hanno già aggredito. Oltre all’azione esterna dei batteri, la carne avariata produce tossine termoresistenti, le quali non vengono eliminate nemmeno con la cottura. Degradando, le proteine della carne originano composti come ammine, biogene e solfuri. Tutti potenzialmente tossici per l’organismo umano. La data di scadenza riportata indica il limite entro cui il prodotto è considerato sicuro; non soltanto commestibile.Come smaltire la carne scaduta
È vietato, nella maniera più assoluta, reimmettere la carne scaduta nella filiera alimentare (Decreto legislativo 231/2017), così come destinarla all’alimentazione animale senza che subisca prima un apposito trattamento certificato. L’inchiesta di Report ci ha mostrato che, in realtà, le cose non vanno sempre esattamente in questo modo. All’interno dell’ambito domestico, la carne scaduta va conferita nel rifiuto organico. È necessario sigillarla accuratamente in un sacchetto, al fine di evitare dispersioni e contaminazioni. Supermercati, mense, ristoranti e realtà alimentari non possono utilizzare lo stesso canale. In ambiti commerciali e industriali, parliamo di rifiuto speciale di origine animale, non più di carne avariata. Per il trattamento bisogna ricorrere ad aziende autorizzate operanti con tracciabilità documentale.I problemi ambientali legati a uno smaltimento non adeguato
Smaltire nella maniera sbagliata la carne scaduta non comporta solo rischi sanitari, ma anche impatti ambientali significativi, quali:- contaminazione di suolo e falde acquifere dovuta ai liquami di decomposizione;
- emissioni di gas climalteranti, su tutti metano e ammoniaca;
- attrazione di fauna infestante con conseguenti rischi biologici;
- diffusione di patogeni.
Mezzi di trasporto e processi di trattamento
La carne scaduta si configura come materiale biologicamente attivo. In quanto tale, richiede gestione, competenze e responsabilità. La movimentazione di questa merce, una volta superata la data di scadenza, va affidata a mezzi di trasporto refrigerati, o a tenuta stagna. I vettori devono necessariamente essere autorizzati al trasporto di rifiuti speciali. L’obiettivo dei processi di trattamento non è solo quello di eliminare il rischio sanitario, bensì anche quello di ridurre l’impatto sull’ambiente. Per tal motivo, la carne scaduta subisce:- sterilizzazione termica ad alte temperature, per eliminare i batteri;
- trasformazione in farine proteiche destinate agli usi industriali consentiti;
- digestione anaerobica allo scopo di produrre biogas;
- incenerimento, in tutti quei casi nei quali non sia possibile alcun tipo di recupero.